legge bilancio 2017

DECRETO FISCALE (Aggiornato al 17/11/2016)

Commenti al Decreto Legge 193/2016, pubblicato in G.U. il 24/10/2016 con emendamenti al DDL approvati alla Camera dei Deputati (aggiornati al 17/11/2016).

DECRETO FISCALE

CAPO I: MISURE URGENTI IN MATERIA DI RISCOSSIONE

SOPPRESSIONE DI EQUITALIA

A decorrere dal 1° luglio 2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte e cancellate d’ufficio dal registro delle imprese ed estinte.

L’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale è attribuito all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

L’ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione con autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISCOSSIONE LOCALE

Con deliberazione adottata entro il 1° giugno 2017, gli enti locali potranno continuare ad avvalersi per l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

POTENZIAMENTO DELLA RISCOSSIONE

A decorrere dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate potrà utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere e potrà acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.

CAPO II: MISURE URGENTI IN MATERIA FISCALE

DISPOSIZIONI RECANTI MISURE PER IL RECUPERO DELL’EVASIONE

Comunicazioni semestrali IVA

Dal 2017 viene introdotta una comunicazione semestrale dei dati contabili e del risultato delle liquidazioni relativi ai dati IVA di ogni trimestre.

Il decreto prevede che, a partire dal 2017, (prima scadenza 25/07/2017) ciascun soggetto passivo IVA dovrà trasmettere, telematicamente i dati di tutte le fatture emesse nonché di quelle ricevute e registrate e una comunicazione sintetica delle operazioni di liquidazione dell’imposta. Sono esclusi i contribuenti in regime dei minimi. Ciò significa che quelli che erano i dati e le informazioni tra soggetti passivi iva che venivano comunicati annualmente con il c.d. “Spesometro” dovranno ora essere comunicati semestralmente, imponendo ad essi una tempestiva, completa e corretta acquisizione e registrazione delle fatture attive e passive.

L’Agenzia incrocerà i dati e li metterà a disposizione dei soggetti passivi con una finalità rivolta all’adempimento spontaneo nell’eventualità si verificano errori o incongruenze.

Si prevede quindi la possibilità per il contribuente di fornire i chiarimenti necessari ovvero ulteriori dati “non considerati” o ancora “valutati erroneamente”. Se, invece, il contribuente dovesse riconoscere il proprio errore potrà ricorrere al ravvedimento operoso per i versamenti già effettuati e presentare poi una dichiarazione Iva già corretta.

L’erario metterà a disposizione un credito di imposta pari a 100 euro (non tassato) per i contribuenti con volume d’affari inferiore a 50.000 euro per adeguamento delle strutture informatiche alla nuova disposizione utilizzabile in compensazione dal 2017

Per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura si applica la sanzione di Euro 2 fino ad un massimo di Euro 1.000 ridotta alla metà, con un massimo di 500 euro, in caso di correzione della trasmissione entro 15 giorni dalla scadenza. L’omessa, incompleta o infedele comunicazione è punita con una sanzione da Euro 500 a Euro 2.000, con riduzione alla metà in caso di trasmissione corretta nei quindici giorni successivi..

Vengono anche eliminati gli obblighi relativi alle comunicazione c.d. “Black List” così come quelli relativi agli acquisti effettuati presso operatori di San Marino senza addebito di Iva.

Fatturazione elettronica

Per i soggetti che trasmettono elettronicamente i dati relativi alle fatture o corrispettivi i termini di decadenza per gli accertamenti in tema di imposta sui redditi e di IVA sono ridotti di due anni.

Dichiarazione integrativa a favore

E’ stata finalmente dettata una disciplina unitaria per la correzione degli errori e delle omissioni in materia di Dichiarazioni per le imposte sul reddito e dell’IVA. In entrambi i casi, il contribuente può inviare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Il credito risultante dalla rettifica può essere compensato, ma se la rettifica avviene dopo il secondo periodo d’imposta, la compensazione è possibile solo per i debiti maturati successivamente alla data di presentazione.

Rettifica delle dichiarazioni Imposte Dirette e IRAP

Assistiamo finalmente all’eliminazione della distinzione tra dichiarazione a favore dell’ente creditore e dichiarazione a favore del contribuente. Fino ad oggi la rettifica della dichiarazione a favore poteva essere effettuata per correggere errori o omissioni che avessero determinato l’indicazione di un maggior reddito o di un maggior debito o di un minor credito entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al successivo periodo d’imposta mentre col Decreto Fiscale 2017 i tempi si equiparano a quelli per la dichiarazione a sfavore.

Ovviamente, in entrambi i casi è necessario che la sanzione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative.

In sintesi , le dichiarazioni citate possono essere rettificate per correggere un maggior imponibile e/o un minore imponibile, un maggior debito e/o un minore debito d’imposta, un maggior credito e/o un minor credito entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione da rettificare.

Rettifica delle dichiarazioni IVA

Sono stati estesi all’IVA gli stessi criteri per le dichiarazioni relative aI redditi, ivi compresa l’applicazione delle eventuali sanzioni e le norme sul ravvedimento operoso. Conseguentemente, le dichiarazioni IVA possono essere corrette per errori od omissioni, ancorché abbiano determinato un maggiore o un minore imponibile (rispettivamente a favore dell’Erario e del contribuente); un maggiore o un minore debito d’imposta; una maggiore o una minore eccedenza detraibile.

Anche la dichiarazione integrativa IVA, deve essere presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione da rettificare.

In merito all’utilizzo del credito IVA è stata dettata una disciplina autonoma rispetto a quanto riportato per le imposte sul reddito. In particolare, il credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione di rettifica, qualora sia stata presentata entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, può essere portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o annuale; utilizzato in compensazione con le stesse modalità richiamate per le imposte sui redditi o chiesto a rimborso qualora ricorrano le condizioni richieste.

Qualora invece il credito risulti dalla dichiarazione di rettifica presentata successivamente al termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, il credito può essere chiesto a rimborso, se ricorrono le condizioni generali per l’anno in cui è presentata la dichiarazione integrativa; essere utilizzato per eseguire il versamento dei debiti maturati a decorrere al periodo d’imposta in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.

DEFINIZIONE AGEVOLATA

Rottamazione cartelle Equitalia

Il provvedimento è ricolto a tutti coloro che intendessero sanare i propri carichi pendenti con Equitalia per Cartelle Esattoriali in ruolo dal 2010 al 2016. Per accedere alla “rottamazione” occorrerà presentare una apposita Istanza di Adesione attraverso il Modulo DA1 (nella quale tra l’altro si dichiarerà anche di rinunciare a qualsiasi contenzioso verso Equitalia) entro il 31 marzo 2017.

La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata può essere presentata dal contribuente:

– presso gli Sportelli dell’Agente della riscossione utilizzando il modulo DA1;

– alla casella e-mail/PEC della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento, inviando il modulo DA1, debitamente compilato in ogni sua parte, unitamente alla copia del documento di identità.

Una volta presentata la domanda, Equitalia comunicherà al contribuente entro il 24 aprile 2017 (180 giorni dopo la pubblicazione del D.L. sulla Gazzetta Ufficiale):

  • l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione;

  • l’ammontare delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse;

  • e contestualmente invierà i bollettini di pagamento

Le rate saranno così suddivise:

1 rata 31 luglio 2017

2 rata 30 settembre 2017

3 rata 30 novembre 2017

4 rata 30 aprile 2018

5 rata 30 settembre 2018

Precisiamo che la prime tre dovranno coprire il 70% dell’ammontare complessivamente dovuto e che bisogna prestare particolare attenzione ai seguenti aspetti:

– il mancato o insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o di una di esse determina la decadenza dalla definizione;

– la definizione non gode delle norme sulla ordinaria rateizzazione dei debiti con Equitalia;

– potranno fruire della definizione anche coloro che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi da Equitalia, purché risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016.

Inoltre, per chi avesse gia aderito alla sanatoria, sono previste clausole di salvaguardia per eventuali condizioni di maggior favore del nuovo schema di provvedimento.

RIAPERTURA DEI TERMINI DELLA PROCEDURA DI COLLABORAZIONE VOLONTARIA E NORME COLLEGATE.

Voluntary Disclosure

Approvati alcuni emendamenti al decreto fiscale con alcune modifiche che intervengono sulla riapertura dei termini per la collaborazione volontaria (voluntary disclosure) introdotta per la prima volta dalla legge 186/2014 per regolarizzare le violazioni di norme tributarie commesse fino al 30 settembre 2014 sulla detenzione di capitali all’estero. Infatti possono aderire alla edizione 2017 della voluntary disclosure anche i contribuenti che si sono avvalsi della precedente procedura di collaborazione volontaria, presentando istanza entro il 30 novembre 2015, con riferimento alle violazioni commesse fino al 30 settembre 2016.

Altra novità di rilievo prevista dagli emendamenti approvati è quella relativa all’ipotesi in cui la collaborazione volontaria abbia ad oggetto contanti e valori al portatore. In questi casi la disposizione prevede che si presume, salva prova contraria, che essi siano derivati da redditi conseguiti, in quote costanti, a seguito di violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA, nonché delle violazioni relative alla dichiarazione del sostituto d’imposta, commesse nell’anno 2015 e nei quattro periodi precedenti risolvendo in tal modo il problema della loro corretta competenza nei vari anni oggetto di regolarizzazione.

Sul fronte delle sanzioni, per i contribuenti che si sono avvalsi della procedura di collaborazione volontaria non trovano applicazioni le sanzioni per omessa dichiarazione nel quadro RW per gli investimenti all’estero e le attività di natura finanziaria detenute all’estero.


“PACCHETTO SEMPLIFICAZIONI”

STUDI DI SETTORE

Aboliti. Verranno introdotti degli indici sintetici di affidabilità fiscale, collegati a livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti.

SOSPENSIONE ESTIVA

Vengono sospesi i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richieste dall’Agenzia delle Entrate e dagli altri enti impositori nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 4 settembre. Soggetti alla disposizione anche i termini per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatizzati e formali ma non riguarderà le richieste inoltrate a seguito di attività di ispezione e verifica e quelle relative alle procedure di rimborso IVA.

F24 IN MODALITA’ CARTACEA

Ripristinata la possibilità di utilizzare dai contribuenti non titolari di partiva Iva il modello F24 cartaceo per operazioni con un saldo finale anche superiore ad € 1.000 senza compensazioni.

DEDUCIBILITA’ SPESE LAVORATORI AUTONOMI

Tra le spese deducibili dal reddito di lavoro autonomo vengono inserite quelle relative alle prestazioni di viaggio e di trasporto, a decorrere dal 2017.

TERMINI VERSAMENTO IMPOSTE/IVA

I pagamenti dovuti a titolo di saldo e di primo acconto IRES, IRPEF, IRAP, e per il saldo IVA (non pagato il 16 marzo) slittano al 30 giugno di ogni anno. Restano alla canonica data del 16 giugno i versamenti IMU e TASI.

PRELEVAMENTI CONTANTE

Nell’ambito delle indagini finanziarie si stabilisce che la presunzione che i prelievi bancari non giustificati dalle imprese costituiscano ricavi in nero opererà limitatamente ad importi superiori a 1.000 € e, comunque a 5.000 € mensili.

RIMBORSI IVA

Innalzato a 30.000 € l’importo massimo di crediti IVA che potranno essere chiesti a rimborso senza la necessità di prestare alcuna garanzia patrimoniale né l’apposizione del visto di conformità.

TERMINI INVIO CERTIFICAZIONI UNICHE

I sostituti d’imposta potranno inviare all’amministrazione finanziaria le certificazioni uniche entro il 31 marzo (vecchia scadenza scadenza fissata al 28 febbraio).

TERMINE INVIO MODELLO 730

Sarà possibile effettuare l’invio dei modelli 730 da parte dei contribuenti che trasmettono direttamente la propria dichiarazione all’Agenzia delle entrate entro il 23 luglio.

CHIUSURA PARTITE IVA INATTIVE

Saranno chiuse d’ufficio dall’AdE le partite IVA dei soggetti inattivi, ossia di coloro che non risultino aver svolto alcuna attività nei tre anni precedenti. In ogni caso, prima di procedere alla cancellazione, il soggetto interessato riceverà un avviso sullo stato della propria posizione e potrà evitare la chiusura rispondendo all’amministrazione finanziaria. La norma non prevede l’applicazione di alcuna sanzione amministrativa.

CEDOLARE SECCA

In caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto, non verrà applicata  sanzione ne revoca dell’opzione esercitata se il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca, facendo i relativi versamenti e dichiarandone i redditi in dichiarazione.

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